Visitare Mantova
Una utile guida per chi vuole visitare MantovaMantova, la città dei Gonzaga e di Virgilio ("Mantua me genuit") offre molteplici percorsi di visita, da scegliere in base ai propri interessi artistici, culturali, enogastronomici e naturalistici. Da alcuni anni, tra le proposte turistiche di visita, viene offerto il cosidetto "Percorso del Principe", da Piazza Sordello, cuore del centro storico di Mantova, fino a palazzo Te, la residenza estiva dei Gonzaga.
Un altro modo, ragionato, per una visita che permette di conoscere alcuni aspetti storici sull'evoluzione nel tempo della città di Mantova è quello di procedere per cerchie.
Le cerchie sono fasce concentriche (e pertanto si può procedere per gradi, in base al tempo a disposizione) che comprendono le zone di Mantova, così sviluppatesi nel tempo:
- Prima cerchia (parte più antica)
- Seconda cerchia (città che si è allargata)
- Terza cerchia (parte più recente della città)
Per ogni cerchia si evidenziano i monumenti più importanti e si indicano, come curiosità o proposte per chi ha più tempo, anche alcune caratteristiche architettoniche e culturali da visitare, magari come approfondimento di conoscenza della città.
Cosa vedere a Mantova nella prima cerchia
La parte più antica di Mantova
La prima cerchia corrisponde alla zona di Mantova che si snoda intorno a Piazza Sordello. Nel periodo che va dall'età romana al Basso Medioevo, la Civitas Vetus comprendeva il Castello di San Giorgio, piazza Virgiliana (all'epoca Porto dell'Ancona di Sant'Agnese), via Accademia e l'odierna piazza Arche (antico porto della Torre Nuova). Tutta questa zona della prima cerchia era sia centro di prestigio e di potere religioso e politico, che zona privilegiata, perché protetta dalle piene del Mincio e da eventuali attacchi di nemici esterni.
- Piazza Sordello: è la principale piazza della città di Mantova, cuore del centro storico, sorta in età etrusca e che ha visto numerose trasformazioni nel periodo dei Gonzaga che la ampliarono e la resero adatta a rappresentarne il potere.
In piazza Sordello si possono ammirare:
- Palazzo Ducale: una vera e propria città nella città. Su piazza Sordello si affacciano il Palazzo del Capitano e la Magna Domus, entrambi con portici ad arco acuto costruiti tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo
- Duomo di Mantova: si trova sul lato Nord della piazza e racchiude tre stili architettonici sovrapposti. La sua facciata attuale risale al 1756, mentre quella demolita si può ammirare nel dipinto "La cacciata dei Bonacolsi" di Domenico Morone, che si trova nel Palazzo Ducale. L'interno del Duomo nel 1545 è stato ristrutturato ad opera di Giulio Romano.
- Palazzo Castiglioni: il nome deriva dagli attuali proprietari, ma probabilmente fu l'originaria abitazione dei Gonzaga. Il palazzo è in cotto ed è sormontato da merli ghibellini. Le finestre dell'ultimo piano sono bicolori e ad arco con trifore in cotto e marmo. Molto bello da vedere e soprattutto originario è il portone, a sesto acuto e con stemmi araldici decorati (si trova all'estrema sinistra della facciata del palazzo).
Disponendosi in centro a Piazza Sordello e guardando la facciata del Duomo (tenendo Palazzo Ducale alla propria destra), si può scegliere di procedere, sempre nell'ambito della prima cerchia, verso il Castello di San Giorgio. Il Castello di San Giorgio, costruito tra il 1390 e il 1406 per opera di Bartolino da Novara e volontà di Francesco I di Gonzaga, rappresenta una vera e propria fortezza a difesa e protezione della città e si trova nella zona di confluenza tra i due Laghi: di Mezzo ed Inferiore. La parte esterna presenta quattro grandi torri che si vedono anche entrando in Mantova dal ponte di San Giorgio. Ospita la famosa Camera Picta, la Camera degli Sposi, decorata dal Mantegna tra il 1465 e 1475 per volere del marchese Ludovico II.
Per chi ha più tempo e/o per completare la visita alla prima cerchia
- Casa di Rigoletto: se si è diretti da piazza Sordello al Castello di San Giorgio, dopo la fiancata del Duomo, dallo stesso lato, si trovano alcune case. L'ultima è quella che si è voluto identificare come la Casa di Rigoletto, il celebre buffone di corte del capolavoro verdiano. Si tratta di una casa quattrocentesca, molto semplice con un piccolo cortile interno in cui si trova la statua del buffone Rigoletto, scultura di Aldo falchi.
- Il Listone: si tratta dell'ampio marciapiede che porta dal Duomo di Mantova al Voltone di San Pietro, quindi in direzione uscita da piazza Sordello. Probabilmente è ciò che resta delle antiche vie romane ad assetto ortogonale, arriva all'incrocio con via Cairoli.
- Il Voltone di San Pietro: Segna il passaggio da piazza Sordello a piazza Broletto e corrisponde alla porta più antica di Mantova.
- Piazza Virgiliana: Fino al settecento era il porto dell'Ancona di Sant'Agnese, un'insenatura del lago di Mezzo. Fu bonificata dal Pozzo nel 1797, per volere di Napoleone ed è dedicata a Virgilio nel 1801. Attualmente, al posto di una semplice busto di Virgilio andato distrutto al tempo degli Austriaci, si trova dal 1927 un complesso monumentale del grande poeta mantovana ed una bella fontana.
- Museo Diocesano: l'antico convento di Sant'Agnese, in piazza Virgiliana, ospita al civico 55 il Museo Diocesano di Arte sacra.
- Torre della Gabbia: torre duecentesca alta circa sessanta metri, dotata, dopo tre secoli, di una grande gabbia di ferro in cui venivano esposti e lasciati per molto tempo i malviventi. La torre si può ammirare appena usciti dal voltone di San Pietro.
- Teatro Bibiena: usciti dal Voltone di san Pietro e lasciata piazza Sordello, si gira a sinistra per via Accademia e si giunge al Teatro Scientifico progettato dall'architetto Antonio Galli Bibiena. Famoso piccolo gioiello di epoca barocca e concepito per convegni scientifici, ospitò, a pochi giorni dall'inaugurazione del 3 dicembre 1769, un concerto del giovanissimo Amadeus Mozart accompagnato dal padre, il 16 gennaio 1770.
- Torre di Sant'Alò: procedendo dal teatro Bibiena verso piazza Arche, si trova la torre quattrocentesca, detta anche Torre Nuova, nell'ultima parte della prima cerchia. La torre dava il nome al piccolo porto su cui si affacciava e faceva parte del sistema difensivo di cui Ludovico I aveva dotato Mantova.
Cosa vedere a Mantova nella seconda cerchia
La città della seconda cerchia: Mantova si espande
La seconda cerchia racchiude il "suburbio", cioè la parte della città che, già prima del periodo dei Comuni, ospitava fuori dalla Civitas vetus (prima cerchia) le attività dei mercanti, del commercio e delle botteghe, tutte le attività di tipo economico. Facevano parte di questa area fuori dalla città vecchia anche la chiesa ed un monastero dedicati a Sant'Andrea. Verso il 1190, con la sistemazione della città ad opera dell'architetto ingegnere Alberto Pitentino, si incorpora il suburbio nella Civitas Nova, il nuovo assetto della città che si è allargata racchiude ora oltre la zona di piazza Sordello tutta la parte esterna.
La visita alla seconda cerchia parte dalla zona intorno a piazza Broletto a pochi metri dall'uscita dal Voltone di San Pietro procedendo sempre secondo l'asse rettilineo.
- Palazzo del Podestà: chiamato anche Palazzo Broletto è una costruzione medievale del 1227, voluta da Ludovico Gonzaga e successivamente trasformata da Luca Fancelli. Ha ospitato per molti anni il Podestà (sindaco), massima autorità comunale, e il governo della città. L'edificio ha la parte anteriore che si affaccia su piazza Broletto e quella posteriore che chiude in uno dei suoi lati più corti piazza delle Erbe. Sul lato che si affaccia su piazza Broletto si trova una nicchia con l'edicola di Virgilio in cattedra (attualmente si usa offrire come benemerenza a cittadini mantovani che hanno contribuito a far conoscere Mantova nel mondo il premio "Edicola di Virgilio"). Sulla parte destra si trova la torre comunale, che fungeva da prigione ed era munita di una campana per chiamare i cittadini a raccolta. Sul lato del palazzo che si affaccia sui Portici Broletto si trovano, dal 1993 le piastrelle con gli stemmi di tutte le città gemellate con Mantova. Tra le città gemellate citiamo Weingarten, dal 1998 gemellata perché conserva una reliquia del sangue di Cristo, così come Mantova conserva i Sacri Vasi e dal 2001 con Madison (Stati Uniti) per le affinità legate alla presenza dei laghi che circondano le due città.
- Edicola di Virgilio: di epoca contemporanea al Palazzo del Podestà, è inserita nella facciata del palazzo rivolta verso piazza Broletto. Il sommo poeta mantovano è rappresentato in cattedra sotto un baldacchino e con in capo la berretta dei dottori medievali. Il Poeta tiene le mani congiunte e appoggiate al leggio su cui sono incise le seguenti parole: "Virgilus Mantuanus Poetarum Clarissimus)
- Palazzo del Massaro: antica dimora del Massaro, l'amministratore dei beni culturali, il palazzo è della stessa epoca del palazzo del Podestà, si affaccia alla sua destra e ospita attualmente un istituto bancario ed un ristorante che ne evoca l'origine. Proprio nella sede del ristorante si può ammirare un affresco del 1400 raffigurante Mantova circondata dalle mura e sono anche visibili torri e antiche porte.
- Fontana dei Delfini: sempre in piazza Broletto, dopo aver ammirato i palazzi sopraindicati, non può sfuggire la bella fontana al centro della piazza. Tale fontane, sormontata dalle eleganti figure di tre delfini dalle lunghe code intrecciate tra loro, indica e ricorda il punto in cui nel 1890 fu scavato il primo pozzo artesiano da cui attingere acqua da una profondità di oltre 120 metri.
Procedendo diritto dal Palazzo di Podestà ci si sposta in piazza Erbe.
- Piazza Erbe: La grande piazza, ancora oggi sede del mercato cittadino del giovedì e dei banchi di frutta e verdura (le erbe appunto). Rappresenta per i mantovani il salotto della città, il punto luogo di incontro e meta di passeggiate.
- Palazzo della Ragione: palazzo costruito nel 1250, in cui si amministrava la giustizia. L'edificio merlato si estende sul lato lungo di piazza Erbe ed è strutturato con un portico del XV secolo su cui si affacciavano le botteghe (attualmente si trovano diversi ristoranti). La parte superiore prende luce dalle grandi trifore ben visibili dall'esterno, una grande sala del palazzo è sede di esposizioni artistiche ed eventi culturali.
- Torre dell'Orologio: Progettata da Luca Fancelli ed edificata nel 1472, fu dotata nel 1473 di un bellissimo orologio ancora ben visibile e da ammirare. L'orologio è opera di Bartolomeo Manfredi ed in grado di segnare le fasi lunari, i giorni adatti alle varie attività lavorative e la posizione del sole nei segni zodiacali. Nel 1639 è stata collocata in una nicchia sotto l'orologio una statua della Madonna Immacolata.
- Rotonda di San Lorenzo: si trova a circa un metro e mezzo sotto il livello della piazza Erbe ed è la chiesa più antica della città. Costruita per volontà di Matilde di Canossa nel 1082 è a pianta circolare che ricorda la Chiesa del sacro Sepolcro a Gerusalemme e dedicata a San Lorenzo. Nel tempo la chiesa fu inglobata in mezzo ad altri edifici e case che si affacciavano sulla piazza e fu portata alla luce solo all'inizio del 1900 per la sistemazione delle piazze Erbe e Concordia con l'abbattimento dei fabbricati che la nascondevano. Attualmente è chiesa sussidiaria della Parrocchia di Sant'Andrea, e da questa affidata alla Fraternità Domenicana dal 1926. Viene conservata, tutelata e aperta al pubblico dall'Associazione per i Monumenti Domenicani e molte giovani coppie chiedono di sposarsi proprio qui.
- Casa del Mercante: alla sinistra per chi esce dalla porta di accesso alla Rotonda di San Lorenzo si trova la casa che il Mercante Boniforte da Concorezzo fece costruire nel 1455 (ospita Il negozio storico cittadino della Casa di Bianco). La facciata è una commistione di elementi orientali e gotici che ricordano fortemente le case veneziane, l'interno che ospita la bottega ha ancora i soffitti lignei intarsiati e un'antica cassaforte funzionante del XVI secolo. Esternamente sull'architrave si possono ancora ammirare le figure di ciò che il mercante Boniforte vendeva: bottoni, fibbie, armi, tessuti e lana.
- Torre del Salaro: vicino alla casa del Mercante Boniforte si può ammirare la torre del Salaro del 1200, così chiamata proprio per la sua funzione di magazzino del sale.
Procedendo da Piazza Erbe ci si sposta ora in Piazza Mantegna.
- Piazza Mantegna: la piazza, di forma triangolare, è un piccolo spazio che racchiude la Basilica di Sant'Andrea, ai lati si trovano edifici con portici, alla sinistra di Sant'Andrea si trova il Campanile del 1413 (unico elemento rimasto della precedente chiesa) e di fronte si può ammirare verso piazza Marconi "Casa Lanzini", quattrocentesca bottega con magazzino.
- Basilica di Sant'Andrea: la tradizione vuole che la Basilica di Sant'Andrea sia sorta sul luogo in cui il soldato Longino nascose il sangue di Cristo crocifisso, raccolto ai piedi della croce. La maestosa opera fu commissionata da Ludovico II Gonzaga a Leon Battista Alberti nel 1472. L'Alberti ebbe il compito di riprogettare una preesistente chiesa dedicata a sant'Andrea. L'iter di costruzione della basilica vide molte vicissitudini, l'Alberti che l'aveva disegnata e concepita morì prima di vederla realizzata proprio mentre veniva demolita la precedente e così i lavori proseguirono sotto la direzione dell'allievo dell'Alberti, Luca Fancelli, per poi, in seguito alla morte di questi (1495) essere ripresi dal Viani (1598) e subire arresti e successive riprese finché il Pozzo ne fece risplendere lo stile dell'Alberti nel 1772. La cupola, disegnata da Filippo Juvara fu terminata nel 1782. All'interno sono presenti numerose opere artistiche e i Sacri Vasi conservati nella Cripta raccolgono il preziosissimo sangue di Cristo e sono esposti ogni Venerdì Santo per essere venerati).
Per chi ha più tempo e/o per completare la visita alla seconda cerchia di Mantova Passiamo in rassegna ora i monumenti che si possono visitare e ammirare come approfondimenti della conoscenza di Mantova o tralasciati per motivi di tempo da dedicare alla visita alla città. Ripartiamo da piazza Broletto, quindi all'inizio della visita alla seconda cerchia e osserviamo tra il Palazzo del Podestà e il Palazzo del Massaro l'arengario.
- Arengario: arco che collegava i due palazzi del Podestà e del massaro dove venivano proclamati dai magistrati del tempo bandi e sentenze. L'arco è sormontato da due trifore e da una galleria formata da archi e colonne. Sotto la volta si possono anche oggi vedere gli anelli in ferro che servivano per tirare le funi a cui legare i malviventi da sottoporre a tortura, in particolare quella detta "squassi di corda". Voltando le spalle all'arengario, di fronte, sull'altro lato della piazza Broletto si trova l'Università dei Mercanti.
- Università dei Mercanti: sopra il passaggio ad arco che porta in vicolo Leon d'Oro si trovava la sede dell'associazione dei Mercanti del tempo e oggi la facciata presenta ancora traccia di dipinti di putti rinascimentali.
Sempre in piazza Broletto, rivolti con la fontana dei Delfini alle spalle si può arrivare alla sinistra del Palazzo del Podestà al sottoportico dei Lattonai, che congiunge piazza Broletto con Piazza Erbe
- Sottoportico dei Lattonai: sottoportico dove si lavorava la latta è il passaggio tra le due piazze era il cortile del palazzo del Podestà. Uno spazio dall'atmosfera fiabesca e romantica perché vi filtra poca luce dall'alto, angolo molto suggestivo che ha ospitato anche alcune aule del Conservatorio di musica cittadino e che per questo passandovi si sentivano anche le note degli strumenti degli studenti. Le aule erano ospitate nelle sale al primo piano a cui si accede tramite una lunga scala.)
Partendo dalla Rotonda di san Lorenzo in piazza Erbe, si può vedere, procedendo diritto da piazza Concordia (retro della rotonda) per la casa del Rabbino e girando invece a destra si arriva alla Camera di Commercio.
- Casa del Rabbino: nella zona del Ghetto di Mantova in cui il Duca Vincenzo I aveva voluto che vi abitassero solo famiglie ebree, in via Bertani, al civico 54 si trova la casa del Rabbino. Le regole di segregazione poste dai Gonzaga furono superate quando Mantova fu conquistata dai Francesi a fine Settecento.
- Camera di Commercio - Palazzo Andreani: edificio a pianta quadrata, molto grande e collocato tra le vie Spagnoli, Castiglioni e Calvi è opera dell'architetto Andreani e di epoca risalente ai primi del Novecento. Lo stile architettonico è ispirato liberamente al Liberty e, attualmente, è sede della Camera di Commercio, nella Loggia dei Mercanti al piano terra ospita mostre, eventi e la Biglietteria di Festivaletteratura.
Procedendo da piazza Mantegna e lasciando alle spalle la facciata di Sant'Andrea si arriva in piazza Marconi.
- Piazza Marconi (è una piazza dalla forma molto particolare ad imbuto che i mantovani chiamano anche piazza Purgo in ricordo dei tempi medievali in cui in questi luoghi si lavorava la lana ed in particolare c'era l'opificio per la "purga della lana", cioè la pulitura della lana. La piazza è circondata ai lati da edifici con portici rinascimentali ed ha la vecchia pavimentazione; di rilievo la casa Viani Tallarico nota anche come casa del Cappellaio ( sede di un negozio storico di cappelli), all'inizio del portico di destra per chi arriva da piazza Mantegna).
- Casa Viani - Tallarico (casa costruita nel 1495 fu abitata dal genero del Mantegna Antonio Viani ed ha la sottostante bottega. La facciata conserva, grazie ad un recente restauro, terminato nel 2002, splendidi affreschi di scuola mantegnesca).
Segue una breve descrizione di altri aspetti e monumenti di Mantova, di rilevanza notevole, ma che richiedono un percorso più allargato rispetto al pieno centro storico, cuore della città e quindi una certa disponibilità di tempo a rimanere in visita o da scegliere per un ritorno a Mantova.
- Pescherie. Il nome indica che vi si esercitava il commercio del pesce, si tratta di un doppio porticato, nell'omonima via, costruito su progetto di Giulio Romano nel 1536. Il porticato è caratterizzato da archi tondi in bugnato, recentemente restaurati e puliti, con piccole finestre rettangolari nella parte superiore. Da questi portici si possono ammirare le acque del Rio.
- Il Rio. Canale artificiale fatto realizzare nel 1190 dal Comune ad Aberto Pitentino. Tale opera idraulica del Pitentino, architetto ed ingegnere che si occupò del riassetto dei laghi di Mantova, doveva proprio servire a regolare le acque dei laghi con salti di quota.Il Rio divenne un vero e proprio fiume che attraversava la città, molto usato da commercianti ed artigiani, basti pnsare alle pescherie che avevano molto bisogno d'acqua ed anche al macello che vi si affacciava.
- Lungorio IV Novembre e Giardini di San Domenico. Dopo aver ammirato le Pescherie ed il Rio ci si trova sul Lungorio IV Novembre e alato i giardini di San Domenico (dai mantovani chiamati anche giardini Viola dalla presenza di uno storico chiosco-gelateria)che hanno preso il posto del vecchio convento dei Domenicani e della chiesa di San Domenico di cui resta solo il campanile di stile gotico. I giardini coprono un tratto del percorso del Rio.
- Porto Catena. È un'insenatura del lago Inferiore che è usata come porto e ancora oggi vi defluiscono le acque del Rio. Il nome deriva probabilmente da una grossa catena che ne chiudeva l'accesso.
- Teatro Sociale di Mantova. Il Teatro Sociale si staglia con la sua facciata per chi arriva in città da Corso Vittorio Emanuele, progettato da Luigi Canonica, fu eretto tra il 1818 e 1822, secondo lo stile neoclassico. La facciata presenta sei colonne e frontone triangolare mentre l'interno ha tre ordini di palchi e due gallerie.
- Palazzo d'Arco. Si trova nella piazza omonima e fu costruito da Antonio Colonna nel 1782 per volere dei Conti D'Arco.Per merito dell'ultima discendente della famiglia D'Arco il palazzo divenne una Fondazione nel 1973 ed ora ospita un famoso museo in cui si possono ammirare e visitare i vari ambienti arredati, che lasciano capire bene lo stile di una nobile dimora mantovana tra il '700 e '800.
- Chiesa di San Francesco. Si trova nella seconda cerchia proprio corrispondente all'imboccatura del Rio e fu costruita agli inizi del XIV sec. E diventò testimone della volontà dei Gonzaga di estendere il loro potere anche al suburbio per la presenza all'interno della chiesa di una Cappella di famiglia dei Gonzaga. Consacrata al culto nel 1459 subì in epoca napoleonica ubn uso improprio diventando magazzino, successivamente fu molto danneggiata durante la seconda guerra mondiale e restaurata negli anni cinquanta. La facciata presenta un portale importante ed un bel rosone e custodisce all'interno alcuni affreschi originali. Attualmente in zona San Franceesco si trova la sede dell'Università di Mantova.)
- Palazzo Canossa. Secentesco palazzo dimora dei Marchesi Canossa, si trova nell'omonima piazza, presenta la facciata in bugnato e richiama lo stile di Giulio Romano: molto caratteristico è il portale d'ingresso con le statue che raffigurano il cane, il simbolo araldico della famiglia Canossa.
- Chiesa di santa Maria del Terremoto. Piccola chiesa sita in piazza Canossa e costruita nel 1759 in ricordo del ritrovamento di un affresco della Vergine dopo il terremoto del 1693.
Cosa vedere nella terza cerchia
La città della terza cerchia: Mantova città dei Gonzaga
La terza cerchia di Mantova si definisce in modo netto tra il 1200 e il 1300 con il completamento delle mura che ingloberanno tutta la città, come fortificazioni e a difesa di tutti gli abitanti per volontà di Luigi Gonzaga che le fa ultimare nel 1357. Federico II Gonzaga farà aggiungere nuove fortificazioni alla parte meridionale di Mantova tra il 1519 eil 1540. All'interno della terza cerchia si trovano alcuni tra i più importanti edifici dei Gonzaga che toccano anche il cosidetto "Percorso del Principe":itinerario turistico dell'asse gonzaghesco ,sulla direttrice che da piazza Sordello porta a Palazzo Te.Due importanti Case si incontrano non molto lontane tra loro: Casa di Giulio Romano in via Poma e Casa del Mantegna in via Acerbi.
- Casa di Giulio Romano. In via Poma a Mantova, all'inizio, dalla parte opposta al Palazzo di Giustizia si trova la Casa di Giulio Romano( casa privata ed abitata e quindi non visitabile internamente) acquistata dallo stesso Giulio Romano nel 1538 e restaurata nel periodo 1540-1544. Sulla facciata esterna connotata da elementi giulieschi e classicheggianti , sopra il portale di ingresso si trova una nicchia con la statua di Mercurio, di stile classico. Paolo Pozzo ampliò e risistemò la casa nel'700.)
- Casa del Mantegna. Singolarissima costruzione a pianta quadrata in cui è inscritto un cerchio che forma il perimetro del cortile. Disegnata probabilmente dallo stesso Andrea Mantegna si iniziò a costruire nel 1476 e la costruzione fu completata dopo molti anni. Sul cortile circolare si affacciano le stanze del pino terra e del primo piano: la Casa è sede espositiva di mostre ed è la principale sede espositiva della Provincia di Mantova.
Dopo aver visitato la Casa del Mantegna, all'uscita, a pochi metri e sul lato sinistro della strada si trova la Chiesa di San Sebastiano conosciuta anche come "Famedio" dai mantovani.
- Chiesa di San Sebastiano o Famedio. Edificio progettato da Leon Battisti Alberti fu costruita sotto la direzione di Luca Fancelli nel 1460 e la sua costruzione durò molti anni. Alla struttura originale sono stati aggiunti gli scaloni laterali nel 1925, ma la facciata originalmente presentava cinque porte sormontate da cinque finestre che ora formano la parte antistante all'ingresso. La visita all'interno è a giorni ed orari prestabiliti e oggi è sede del Famedio ai caduti per la Patria.
Recentemente si è restaurato il Palazzo San Sebastiano che si trova invece poco distante e sulla parte destra rispetto alla Chiesa di San Sebastiano.
- Palazzo San Sebastiano. Palazzo voluto da Francesco II Gonzaga per ospitare i Trionfi di Cesare di Andrea Mantegna, fu costruito tra il 1506 e il 1508. Nel corso del tempo subì diverse destinazioni d'uso: da caserma ad ospedale e lazzaretto fino alla fine dell'ottocento. Ha ospitato sia abitazioni private sia un circolo ricreativo pubblico fino al 2002, anno d'inizio del recupero del palazzo stesso terminato nel 2004. Il Palazzo è ora sede del Museo della Città di Mantova.)
- Palazzo Te. Dimora costruita ed affrescata dal genio Giulio Romano per gli svaghi amorosi dei Gonzaga tra il 1525 e il 1534 su commissione di Federico II Gonzaga in onore dell'amante Isabella Boschetti.Ospita il Museo civico ed è sede di importanti mostre d'arte. Palazzo capolavoro di Giulio Romano, grandiosa villa suburbana di rappresentanza il cui nome Te ricorda che è stato costruito su un'area in cui c'era un'isola con casette dal tetto di paglia dette "teze". la struttura del palazzo si articola in quattro corpi che si snodano attorno ad un cortile centrale ed ad un ampio giardino retrosante chiuso con esedra, cui si accede da un loggiato che si affaccia sulle pescherie. Particolarmente ricche e piene di fascino sono le Sale interne tra cui le più famose sono la Sala dei Cavalli, la camera di Amore e Psiche e la Camera dei Giganti.)
Cosa vedere a Mantova:
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